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“Preferisco essere nemico del popolo che della realtà”. Pier Paolo Pasolini
DIARI
25 aprile 2009
... pure questo
2 dicembre 2008
Italia - Dicembre 2008, parla un "liberale". indovinate chi è?!

"Politici e direttori di giornali come La Stampa e il Corriere dovrebbero tutti cambiare mestiere, andarsene a casa".  Tirana (Albania) Silvio Berlusconi, 2 dicembre 2008.

POLITICA
14 settembre 2005
PACS (DEMO)CHRISTI
         
" ... perché la domanda è una sola. Ed è molto banale, anche se nessuno la pone. Se io estendo un mio diritto ad altri, il mio diritto ne viene in qualche modo sminuito? "  dal settimanale Diario - settembre 2005
  ... La domanda che  "Diario" pone alla fine dell'articolo con cui da conto del durissimo attacco da parte dell'Osservatore romano a Prodi per avere promesso una legge a tutela delle coppie di fatto sul modello dei Pacs francesi (in vigore ormai da sei anni), mi fa pensare a quel sentimento di sgomento provato all'indomani della disfatta referendaria sulla fecondazione assistita. E mi disorienta ancora una volta per la difficolta' nel ricondurre tali atteggiamenti, oggettivamente carichi di sentimenti reazionari e pelosi, a schieramenti politici definibili.
Ma quel robusto pezzo d'Italia che ciclicamente sembra combaciare con gli editoriali dell'organo della santa sede o che a essi non si ribella, alla fine, di che colore è?
 La verita' è che il nostro Paese, anche con l'attuale assetto parlamentare uscito nitido della tornata elettorale del 2001, non puo' definirsi di Destra. Nessuna affinita' con una destra autentica, coerente e liberale, ancorchè conservatrice. Si saprebbe altrimenti come avversarla o pungolarla, e su quale terreno. E sarebbe una stimolante e nobile lotta. Si potrebbe persino essere liberi di purgare ciclicamente quella certa sinistra un po' famelica e a volte senza qualita' (che dopo le nette affermazioni alle amministrative sembra tornare a far capolino con troppa disinvoltura nei nostri enti locali), affamandola di tanto in tanto di qualche pesante voterello. 
 Dubito ancor piu' fortemente sia di Sinistra il vento di cambiamento che oggi sentiamo nell'aria. Esso spira per l'impellente necessita' di liberarci di un premier ingombrante, bolso e incapace di governare. Se non ci fosse il problema di un capo di governo cosi' compromesso e che ormai da anni ci asfissia e ci obbliga, senza andare troppo per il sottile, a fare muro contro la tragica deriva del governare ad personam, io non voterei ineluttabilmente alle politiche il primo candidato di centrosinistra che passa il convento nel mio collegio: dall'ineffabile ex sindaco della Margherita cementificatore di lidi, pinete e colline al pigro incettatore diessino di pingui gettoni presso enti e consorzi regionali. Men che meno rivoterei pedissequamente Franco Marini, dopo averlo visto sabotare la lista unica dell'Unione nella quota proporzionale, e che ho gia' votato regolarmente per ben due legislature senza che sentissi una sola cellula del mio corpo affine al suo modo di far politica. E non tollererei manco l'ondivago Mastella come alleato ricattatore, specie alla luce dell'ultima smaccatamente disonesta quanto improbabile assimilazione delle parole di Romano Prodi alle (quelle si) radicali posizioni zapatiste. E forse chiederei a gran voce Piero Fassino candidato premier in quanto leader del maggior partito dell'Unione al posto dell'amico fragile, l'amministratore Prodi.
No, non si puo' piu' farlo attraverso i colori quando c'è da raccontare il Belpaese o rispondere all'ineludibile domanda di "Diario". La cifra dell'Italia, almeno nei passaggi fondamentali della sua vita democratica, politica e di reale impatto sulla vita dei cittadini, ormai da un po' di anni sembra essere l'egoismo. Malattia esiziale per ogni civilta' e che non ravvisiamo in nessuna delle ben piu' solide (ma ormai nemmeno tra le piu' giovani) democrazie occidentali: dalla Francia alla Germania, all'Inghilterra e agli Usa passando per la Spagna.
Un egoismo sedimentatosi negli anni, che ho visto praticare come una specie di regola monastica, al riparo di robuste e ciniche rendite di posizione, per lo piu' dai famigerati "moderati".
 Vi lascio con un pensiero agostano di Filippo Modica vs Antonio Polito. Che è buono pure nei confronti dell'ultima sgangherata proposta dell'Udc di nuova legge elettorale.
A presto,
Ideuskinki ©
 
"Caro direttore, se vogliamo un’Italia un po’ più europea, dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e analizzare il nostro passato. È vero, massimalismo e populismo a lungo hanno condizionato la politica italiana, ma come dimenticare il moderatismo nostrano? Dal 1876 in poi, il trasformismo ha preso piede nel nostro Paese, per non parlare del giolittismo (e del ventennio fascista) e dell’ultraquarantennale regime democristiano. Corruzione, autoritarismo, clericalismo, assistenzialismo hanno sempre caratterizzato le formazioni “moderate” e centriste. (...). Saluti liberalsocialisti" - Filippo Modica - Firenze
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PATER NOSTER

Padre Nostro che sei nei cieli
Restaci
E noi resteremo sulla terra
Che qualche volta è così attraente
Con i suoi misteri di New York
E i suoi misteri di Parigi
Che ben valgono i misteri della Trinità
Con il suo minuscolo canale dell'Ourcq
La sua grande Muraglia Cinese
Il suo fiume di Morlaix
Le sue caramelle alla Menta
Con il suo Oceano Pacifico
E le sue due vasche alle Tuileries
Con i suoi bravi bambini e i suoi mascalzoni
Con tutte le meraviglie del mondo
Che sono là
Con semplicità sulla terra
A tutti offerte
Sparse
Esse stesse meravigliate d'esser tali meraviglie
E che non osano confessarselo
Come una bella ragazza nuda che mostrarsi non osa
Con le spaventose sventure del mondo
Che sono legioni
Con i loro legionari
Con i loro carnefici
Con i padroni di questo mondo
I padroni con i loro pretoni gli spioni e marmittoni
Con le stagioni
Con le annate
Con le belle figliole e i vecchi coglioni
Con la paglia della miseria che imputridisce nell'acciaio dei cannoni.

Jacques Prèvert

Visto che è andata
come avevo deciso io
!?




Amate lo studio e il lavoro. Una vita onesta è il miglior ornamento di chi vive. Dell’amore per l’umanità fate una religione e siate sempre solleciti verso il bisogno e le sofferenze dei vostri simili. Amate la libertà e ricordate che questo bene dev’essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Una vita in schiavitù è meglio non viverla. Amate la madrepatria, ma ricordate che la patria vera è il mondo e, ovunque vi sono vostri simili, quelli sono vostri fratelli.

 Pietro Benedetti,

nato ad Atessa (Abruzzo) il 29 giugno 1902

fucilato a Roma il 29 aprile 1944

da "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana"

  Referendum 

 stamp for life  

Astensionista 

  
 Referendaria 
   

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