Technorati Profile Add to Technorati Favorites http://rpc.technorati.com/rpc/ping Ideuskinki | Ideuskinki | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

“Preferisco essere nemico del popolo che della realtà”. Pier Paolo Pasolini
POLITICA
29 luglio 2007
Uno che mi ha recuperato alle primarie del Pd
 

www.marioadinolfi.it            



permalink | inviato da Ideuskinki il 29/7/2007 alle 18:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
SOCIETA'
29 luglio 2007
L'avete capito o no che "IL CAIMANO" siamo noi?!
           Der Italiener - Il Caimano
In Germania "Il Caimano" esce più semplicemente col titolo de "L'Italiano".
La sintesi dei tedeschi non fa una piega visto che:
Il Piduista non è venuto certo da  Marte;
è l'espressione naturale e fortemente rappresentativa di una larga parte del Paese;
i Previti, i Dell'Utri, i Selva e gli Storace rimangono lì, a ridersela dagli scranni;
diventano sempre + noncuranti e sicuri, al riparo delle loro compiciute pletore di elettori*.

*
quelli del "Rigore", di "Dio, Patria e Famiglia" e di  "Legge & Ordine", of course! 



permalink | inviato da Ideuskinki il 29/7/2007 alle 10:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
consumi
22 luglio 2007
Dalek & ARCOBALENO
     
 da piccolo, spesso erano un lusso
         (tutto ghiaccio che cola)



permalink | inviato da Ideuskinki il 22/7/2007 alle 16:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
22 luglio 2007
Uno dei tanti vantaggi in convenzione degli iscritti a Forza Italia
 



permalink | inviato da Ideuskinki il 22/7/2007 alle 14:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sentimenti
8 luglio 2007
... di chi è il futuro
 



permalink | inviato da Ideuskinki il 8/7/2007 alle 18:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
sentimenti
5 luglio 2007
foto rubata a fulvia
 



permalink | inviato da Ideuskinki il 5/7/2007 alle 0:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
4 luglio 2007
Succederà che lo leggeremo e rileggeremo
Lutto nel mondo del giornalismo, è morto Claudio Rinaldi

È morto l’altra notte a Roma Claudio Rinaldi, ex direttore ed editorialista de l'Espresso, di Panorama e dell'Europeo. Aveva sessant'anni ed era malato da tempo di sclerosi multipla. Nato il 9 aprile del 1946 a Roma, Claudio Rinaldi ha studiato alla Cattolica di Milano. Leader di Lotta Continua, dal 1974 ha lavorato come giornalista economico a Panorama con Lamberto Sechi. Da qui nel 1983 passa all'Europeo, prima come vicedirettore, poi come direttore, per approdare poi nel 1985 alla guida di Panorama. Nel 1990 è diventato direttore generale dei Periodici Mondadori. L'anno dopo l'approdo alla direzione de L'Espresso, al posto di Giovanni Valentini, carica che ha mantenuto fino al 1999. Nel salutare il lettori del settimanale, scrisse: «Quando con Giampaolo Pansa arrivai nella palazzina di via Po, nel luglio 1991, gli obiettivi erano chiari. Bisognava arricchire il giornale, aprendolo con generosità ai temi che più sollecitavano l'interesse di un pubblico vasto. Ma occorreva anche mantenerlo fedele a se stesso, alla sua tradizione di battaglie politiche e ideali, alla sua ricerca degli aspetti nascosti della realtà, al suo gusto della critica spregiudicata e, a volte, insolente». Rinaldi si è ammalato di sclerosi multipla nel 1985, ma ha continuato a lavorare fino alla fine come editorialista per L'Espresso e per il quotidiano La Repubblica.




permalink | inviato da Ideuskinki il 4/7/2007 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 luglio 2007
La Caporetto del Pd
 Pensioni, se la politica si arrende

"Pensions casinò". Dopo la sorprendente apertura di gioco che il ministro del Lavoro ha fatto ieri sulla proposta avanzata da Cgil Cisl e Uil, non c'è formula migliore di quella inventata da Giuliano Amato nel suo ultimo libro per descrivere la sempiterna trattativa tra governo e parti sociali. La riforma senza fine, stavolta, rischia davvero di diventare la fine della riforma. Al tavolo della cervellotica roulette previdenziale italiana, alla fine, il banco paga sempre. I padri vincono, i figli perdono.

Dopo mesi di appuntamenti mancati e di rinvii annunciati, Cesare Damiano annuncia l'ennesima capitolazione della politica, di fronte all'ennesimo veto del sindacato. Il governo è disposto a rivedere i criteri di attuazione dei coefficienti previdenziali, già fissati dalla legge Dini del 1995, ed è disponibile a sostituire con uno "scalino" a 58 anni dal 2008 e un sistema di incentivi nei due anni successivi lo "scalone" a 60 anni, già previsto dalla legge Maroni del 2004. In un colpo solo, non uno ma due passi indietro.
Accantoniamo per un momento la pur non trascurabile sequenza di impegni formali disattesi da Palazzo Chigi in quest'ultimo anno e mezzo. Dal Dpef dell'anno scorso (che prefigurava la riforma delle pensioni nella successiva Finanziaria) al protocollo d'intesa sottoscritto con Epifani Bonanni e Angeletti a settembre 2006 (che indicava il 31 marzo 2007 come termine per il raggiungimento di un accordo). Dal "dodecalogo" prodiano "non negoziabile" di dicembre (che stabiliva al punto 8 il "riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani") al "preambolo" del Tesoro di aprile (che stabiliva la chiusura della trattativa "prima del nuovo Dpef").

In quest'ultima settimana, piaccia o no alla Triplice confederale, sembravano acquisiti nel dibattito alcuni elementi sostanziali. Oggettivi, dunque non discutibili e per questo non disponibili. La rinuncia alla revisione dei coefficienti costerebbe, di qui al 2040, un punto e mezzo di Pil, portando la spesa previdenziale italiana al record europeo del 16,6%. La rinuncia all'applicazione dello "scalone" costerebbe, nel 2008, circa 4,5 miliardi di euro, che diventerebbero 10 miliardi l'anno a regime. Conclusione ovvia: "I soldi per eliminare lo scalone non li abbiamo, e anche se li avessimo riterrei sbagliato metterli in un'operazione di questo tipo". L'aveva detto Massimo D'Alema ad un Epifani piuttosto contrariato, durante un ruvido faccia a faccia a Serravalle Pistoiese. Solo quattro giorni fa.
Nel giro di un week-end, queste amare ma banali verità sembrano già dissolte. Le parole di un vicepresidente del Consiglio (politicamente impegnative, perché traducono fedelmente la linea del ministro dell'Economia) svaniscono nel vento. Se quella di Damiano non è solo una posizione personale, il governo è pronto ad accogliere il surreale invito del leader della Cgil: si siede al tavolo senza la calcolatrice. Negozia a mani nude: sulla base della pura convenienza elettorale, e senza nessun criterio di sostenibilità attuariale. Concede al sindacato esattamente quello che il sindacato ha chiesto.
Il governo depone la calcolatrice matematica.

Superare lo schema dello "scalone" è un giusto obiettivo di equità, che il programma dell'Unione aveva indicato chiaramente. Ma il sistema alternativo non dà alcuna garanzia per la tenuta dei conti previdenziali di qui al 2011. Al contrario, rischia di aggravare gli squilibri. Lo stesso esperimento della legge Maroni, nella somma algebrica tra le erogazioni rinviate e i minori contributi versati, dimostra che il meccanismo degli incentivi non funziona. Non solo: prevedere che a fine periodo si torni automaticamente allo scalone, nell'ipotesi di un risultato insoddisfacente del triennio di "sperimentazione", è un puro atto di autolesionismo. La minaccia possibile produce un esodo prevedibile: di qui al 2011 non si troverà un solo "pensionando" disposto ad accettare il rischio, e a restare al lavoro in cambio di una manciata di spiccioli.
Ma il governo depone anche la calcolatrice politica. Per non incrinare l'asse con la sinistra (da Rifondazione al Pdci ai Verdi) si acconcia ad accettare l'idea di un'altra "non-riforma" delle pensioni. Per non fare un torto all'ala dura della Fiom (che tiene palesemente in ostaggio Epifani) si adatta a un nuovo compromesso al ribasso. Per non disturbare 129.500 "anziani" (tanti sarebbero nel 2008 i cinquantasettenni "pensionabili" coinvolti dallo scalone) fa l'ennesimo torto ad alcuni milioni di giovani. Costretti a pagare oggi, con i loro contributi attuali, gli incentivi di chi vuol restare e la pensione di chi se ne vuole andare. Condannati a non avere domani, senza un decente "terzo pilastro" previdenziale, uno straccio di pensione per se stessi.

Così la politica non è più arte del possibile. Diventa solo arte del rinvio. Il centrosinistra commette lo stesso "delitto" che aveva giustamente imputato al centrodestra. La legge Maroni aveva rinviato di tre anni la sua efficacia, scaricando su un futuro governo l'onere di difendere una scelta impopolare. Il lodo Damiano rinvia di altri tre anni la resa dei conti, scaricando su un futuro governo la responsabilità di compiere una scelta risolutiva. E soprattutto, scaricando ancora una volta sui giovani il "costo" di un patto inter-generazionale che non hanno mai potuto sottoscrivere, ma hanno solo e sempre dovuto subire.
Il Partito democratico deve servire anche a questo. Un governo riformista non può farsi imporre la linea da un sindacato. Un leader riformista non può sacrificare, ancora una volta, il tutto per una parte. Oggi vale per Prodi, a ottobre varrà per Veltroni.

MASSIMO GIANNINI







permalink | inviato da Ideuskinki il 3/7/2007 alle 9:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
giugno        agosto

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

 
PATER NOSTER

Padre Nostro che sei nei cieli
Restaci
E noi resteremo sulla terra
Che qualche volta è così attraente
Con i suoi misteri di New York
E i suoi misteri di Parigi
Che ben valgono i misteri della Trinità
Con il suo minuscolo canale dell'Ourcq
La sua grande Muraglia Cinese
Il suo fiume di Morlaix
Le sue caramelle alla Menta
Con il suo Oceano Pacifico
E le sue due vasche alle Tuileries
Con i suoi bravi bambini e i suoi mascalzoni
Con tutte le meraviglie del mondo
Che sono là
Con semplicità sulla terra
A tutti offerte
Sparse
Esse stesse meravigliate d'esser tali meraviglie
E che non osano confessarselo
Come una bella ragazza nuda che mostrarsi non osa
Con le spaventose sventure del mondo
Che sono legioni
Con i loro legionari
Con i loro carnefici
Con i padroni di questo mondo
I padroni con i loro pretoni gli spioni e marmittoni
Con le stagioni
Con le annate
Con le belle figliole e i vecchi coglioni
Con la paglia della miseria che imputridisce nell'acciaio dei cannoni.

Jacques Prèvert

Visto che è andata
come avevo deciso io
!?




Amate lo studio e il lavoro. Una vita onesta è il miglior ornamento di chi vive. Dell’amore per l’umanità fate una religione e siate sempre solleciti verso il bisogno e le sofferenze dei vostri simili. Amate la libertà e ricordate che questo bene dev’essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Una vita in schiavitù è meglio non viverla. Amate la madrepatria, ma ricordate che la patria vera è il mondo e, ovunque vi sono vostri simili, quelli sono vostri fratelli.

 Pietro Benedetti,

nato ad Atessa (Abruzzo) il 29 giugno 1902

fucilato a Roma il 29 aprile 1944

da "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana"

  Referendum 

 stamp for life  

Astensionista 

  
 Referendaria 
   

DISCLAIMER:

Blog NON assimilabile a testata
giornalistica  xchè NON aggiornato 
con costante periodicità (L. 62 - 7.3.01)
ideuskinki.ilcannocchiale.it
 
NON è responsabile x siti linkabili a servizio dei "navigatori".
 Presenza link NON implica approvazione 
contenuti x i quali è declinata responsabilità.

L'autore dichiara di NON essere responsabile
x liberi commenti inseriti nei post (compresi quelli 
anonimi/criptati) eventulmente lesivi onorabilità 
terzi, poichè NON attribuibili all'autore. 
Immagini pubblicate tratte
in massima parte da internet: ove uso violasse diritto
d'autore, comunicandolo al titolare del blog, 
in rispetto proprietà intellettuale manifestata
(e avvalorata), esso provvederà a rimozione.