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“Preferisco essere nemico del popolo che della realtà”. Pier Paolo Pasolini
CULTURA
31 gennaio 2009
... Eluana Englaro può attendere. Se ne riparla fra 400 anni.
"I tempi sono maturi per una nuova considerazione della figura di Galileo".
Monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, 29 gennaio 2009
File:Galileo por Goya.jpg
    Goya - Galileo sotto l'Inquisizione
arte
29 gennaio 2009
E-Type
 <b>Jaguar</b>

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POLITICA
27 gennaio 2009
Nessun Dorma
 

«Quella tragica notte eravamo rimasti a dormire a casa di amici tranne mio padre che venne catturato subito. Fino al 21 febbraio riuscimmo a rimanere nascosti a casa finché dei fascisti, pagati 5 mila lire per ogni ebreo, presero mia madre e gli altri miei fratelli»
Enrica Sermoneta Moscati aveva 11 anni quando riuscì a scampare al rastrellamento del ghetto la notte del 16 ottobre 1943, intervista tratta dal documentario «Una storia romana».

“Amate lo studio e il lavoro. Una vita onesta è il miglior ornamento di chi vive. Dell’amore per l’umanità fate una religione e siate sempre solleciti verso il bisogno e le sofferenze dei vostri simili. Amate la libertà e ricordate che questo bene dev’essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Una vita in schiavitù è meglio non viverla. Amate la madrepatria, ma ricordate che la patria vera è il mondo e, ovunque vi sono vostri simili, quelli sono vostri fratelli.”
Pietro Benedetti
nato ad Atessa (Abruzzo) il 29 giugno 1902
fucilato a Roma il 29 aprile 1944
da "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana"

“Il saluto romano, così detto perché si ritiene fosse stato in auge in epoca romana, è una forma di saluto utilizzata nel periodo fascista, che prevede il braccio destro teso in avanti-alto con la mano tesa aperta leggermente inclinata in alto rispetto all'intero braccio.

Con l'avvento del nazismo in Germania anche il partito di Hitler (NSDAP) adottò dal Fascismo italiano questo tipo di saluto. È possibile notare nei filmati d'epoca come nelle adunate spesso si salutasse oscillando la mano un modo forse più caloroso e istintivo di salutare, ma anche meno pericoloso per la propria incolumità.

Nell'Italia fascista Achille Starace, segretario del PNF promosse una campagna a favore del saluto romano, affinché sostituisse completamente la stretta di mano ritenuta "borghese" e poco igienica. Nonostante quest'ultimo argomento potesse essere abbastanza convincente, la campagna non riuscì nel suo intento, e perfino i personaggi più in vista del Regime Fascista continuarono a salutare con strette di mano dopo aver porto il saluto romano di rito.

Il saluto romano è vietato in Italia dalla legge n. 645 del 20 giugno 1952 (Legge Scelba), recentemente aggiornata con la Legge n. 205 25 giugno 1993 (Legge Mancino), ma solo se compiuto con intento di "rivolgere la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o a compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista" e può essere punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con una multa.”

"Il saluto romano lo faccio al cimitero del Verano per la commemorazione dei morti della marcia su Roma. Dal punto di vista igienico è meglio della stretta di mano.
Mi tocca stringere centinaia di mani sudate, calde e sporche. E al sud addirittura il bacio. Il saluto romano è più pulito: dovrebbero imporlo le Asl, per evitare contagi".
Maurizio Gasparri, Ministro della Repubblica Italiana, oggi Presidente del gruppo PDL al Senat della Repubblica.



POLITICA
26 gennaio 2009
... il piano "Rialzati Italia" prende finalmente forma
 
POLITICA
24 gennaio 2009
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LAVORO
14 gennaio 2009
* * * * * Il mio Paese s'è bevuto il cervello
 
di Tullia Fabiani

A Gaza bombe al fosforo, migliaia di morti civili, la diplomazia in fermento per arrestare una strage: una storia, annosa, tragica, da raccontare. Ancora una volta. La stampa internazionale si mobilita, per quanto costretta a stare a guardare "da lontano", a distanza di sicurezza per i reporter, ma soprattutto per chi fa la guerra.

Dall'Italia partono gli inviati, quelli titolati a raccontare la guerra, quelli avvezzi a lavorare in situazioni estreme, disagi 'al fronte', in trincea.  Quelli che conservano una certa 'epica del mestiere'. E fanno sognare ancora gli aspiranti e i novelli giornalisti, giustamente innamorati della professione, e del metodo: vado, vedo, racconto. Ad ogni costo, si direbbe.

Ma fino a un certo punto. E il punto ce lo indica un lettore, che per lavoro riceve telefonate e prenota alberghi. La definisce «una posizione privilegiata di operatore di un call center» e ha la ventura di ascoltare tante voci; tra cui quella di una nota giornalista di un noto settimanale italiano.  «Una voce del giornalismo patrio, che recandosi in quel di Gerusalemme  - racconta il lettore - come corrispondente di guerra si fa prenotare l'hotel, un fantastico 5 stelle nella città santa».

Fin qui poco da stupire. Ma a un certo punto il lettore/operatore riceve una richiesta specifica, imprescindibile: «Che nella suite ci fosse la jacuzzi, senza jacuzzi nemmeno a parlarne, la giornalista non si scomoda». Condizione sine qua non per la prenotazione. E a quel punto a lui, come operatore, non resta che esaudire il desiderio, alla faccia di ogni 'epica' scomoda. Ma come lettore commenta ironico: «Visto che l'etica non trova adepti da queste parti, tanto vale assicurarsi la quiete jacuzziana dopo l'eventuale tempesta». E dalla suite di Gerusalemme è tutto.

12 gennaio 2009
arte
14 gennaio 2009
Porsche 911
 <b>Porsche </b>
 

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POLITICA
11 gennaio 2009
... dai che ci avevate creduto
sentimenti
11 gennaio 2009
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POLITICA
10 gennaio 2009
Rinascita Democratica o della Propaganda (P) 2
 
POLITICA
7 gennaio 2009
L'apparenza inganna
 
sentimenti
6 gennaio 2009
6 gennaio 1974: alba a Forte Apache
... a me, da piccolo, per i regali hanno insegnato ad aspettare la Befana più che Babbo Natale. Così, ancora oggi, questa ricorrenza non passa inosservata.

Probabilmente, con lo snodarsi di tutti quei giorni di festa in rapporto alle risorse a disposizione, i miei facevano una scelta come oggi Berlusconi, che dice che le cose buone ce le riserva per la fine della legislatura. I miei si sforzavano di mantenere la promessa. E così, superati con molta impazienza Natale, Santo Stefano e il Capodanno, finalmente il 6 gennaio, dopo aver lottato tutta notte invano per tenere gli occhi aperti e beccare la vecchina, mi svegliavo frastornato con un pacco ai piedi del letto a castello e subito le farfalle m'invadevano lo stomaco. 
Una sensazione meravigliosa e comune a milioni di bambini. 
Quella stessa razza di farfalle, da adulto, sarebbero tornate in ben altre occasioni e che non sto qui a dire.
 
Adesso voglio chiudere gli occhi per un attimo: ricordo ancora la finta erbetta muschiata sul compensato dipinto di verde, sotto la palizzata del Forte Apache. E' l'unico regalo della Befana ch'io ricordi . Non considerando affatto un giocattolo, credo con qualche ragione, quella scatola rettangolare tipo Monopoli con su le facce di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello che uscivano, ammiccanti, da uno schermo televisivo. 

                          

La Befana ha la sua botte

è un po' alticcia anche stanotte

niente calza non è clou

naked sandal Jimmy Choo

non è più quella vecchietta

fast & smart sulla scopetta

non ha più la costumanza

di donarci la speranza

a guardarla sfatta e lassa

botulino e lift di massa

pare più una ex di strada

che la nonna che ci bada

arrivava la vecchina

e allietava la bambina

si calava pel camino

illuminava me bambino

se oggi ancora si calasse

sempre che non mi turbasse

con lo zigomo e il labbrone

tumefatti alla gommone

direi io "serve qualcosa?"

"sieda" e porgerei una rosa

le darei pure una calza

"e si copra quella panza!"

fuori tira un freddo mondo

"saprai renderlo giocondo?"

"smetterà la tua tristezza?

ci godremo la gaiezza?"

"scusa le domande poste

so son dure e un po' moleste"

e magari tu non c'entri come dice mamma mia

"aspetti venga sol da fuori la fiducia e l'armonia?"

“Lascia anche un sol pertugio prova a liberarar la via!”

la si scova dentro noi quella bella Epifania


POLITICA
3 gennaio 2009
E' il 2009 e Trebuchi, il recordman, è tornato!
Un altro incredibile record. In rosso i conti pubblici. E' il risultato peggiore dal 2005. Ma il recordman è sempre lo stesso: anche allora, sugli scogli ci condusse rapidamente l''ineffabile Ministro Tremonti con le sue trovate al servizio del governo Berlusconi. Un Ministro, oramai, con una lunga e consolidata tradizione nello squassare i bilanci dello Stato. Nel frattempo, riducendo il trasferimento agli enti locali, aumentano le tasse comunali. 

Conti pubblici in profondo rosso
Sale l'Irpef comunale: +7,40%

Il fabbisogno del settore statale a quota 52,9 miliardi, quasi il doppio dell'anno scorso.

Le follie compiute con il caso Alitalia che, strappata all'accordo con Air France per distruggere la scelta saggia e vantaggiosa operata per il Paese da Romano Prodi, peserà rovinosamente sulle tasche degli italiani per oltre 4 mld, unitamente all'abolizione della parte di ICi che Prodi aveva lasciato a carico delle classi superabbienti (altri 3 mld), si fanno già sentire con un impatto durissimo sulle finanze del nostro fragilissimo Belpaese, in un momento congiunturale terribile. 

I comuni corrono al riparo per compensare, in parte, le rilevanti mancate entrate e così sembra provenire dagli enti locali l'aumento dell'Irpef del 7,40% causato, al contrario, dalla dissennatezza del governo centrale.

Ma niente paura. Il controllo dei media farà inghiottire agli "italiani di buona volontà" pure quest'altra nefandezza. Fin quando riusciremo ancora a deglutire tanto passivamente?
Ammetto una certa esofagite da reflusso.

Di seguito quella che, sempre di più, pare essere una triste e verificata realtà e non una efficace battuta di qualche oppositore goliardico.

 




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PATER NOSTER

Padre Nostro che sei nei cieli
Restaci
E noi resteremo sulla terra
Che qualche volta è così attraente
Con i suoi misteri di New York
E i suoi misteri di Parigi
Che ben valgono i misteri della Trinità
Con il suo minuscolo canale dell'Ourcq
La sua grande Muraglia Cinese
Il suo fiume di Morlaix
Le sue caramelle alla Menta
Con il suo Oceano Pacifico
E le sue due vasche alle Tuileries
Con i suoi bravi bambini e i suoi mascalzoni
Con tutte le meraviglie del mondo
Che sono là
Con semplicità sulla terra
A tutti offerte
Sparse
Esse stesse meravigliate d'esser tali meraviglie
E che non osano confessarselo
Come una bella ragazza nuda che mostrarsi non osa
Con le spaventose sventure del mondo
Che sono legioni
Con i loro legionari
Con i loro carnefici
Con i padroni di questo mondo
I padroni con i loro pretoni gli spioni e marmittoni
Con le stagioni
Con le annate
Con le belle figliole e i vecchi coglioni
Con la paglia della miseria che imputridisce nell'acciaio dei cannoni.

Jacques Prèvert

Visto che è andata
come avevo deciso io
!?




Amate lo studio e il lavoro. Una vita onesta è il miglior ornamento di chi vive. Dell’amore per l’umanità fate una religione e siate sempre solleciti verso il bisogno e le sofferenze dei vostri simili. Amate la libertà e ricordate che questo bene dev’essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Una vita in schiavitù è meglio non viverla. Amate la madrepatria, ma ricordate che la patria vera è il mondo e, ovunque vi sono vostri simili, quelli sono vostri fratelli.

 Pietro Benedetti,

nato ad Atessa (Abruzzo) il 29 giugno 1902

fucilato a Roma il 29 aprile 1944

da "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana"

  Referendum 

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